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mercoledì 15 maggio 2013

La NASA sta progettando una grande vela spaziale per raccogliere energia dal sole


Raccogliere e analizzare i detriti presenti in orbita, creare ponti di comunicazione con il Polo Sud e, in un futuro non lontano, fungere da punto di raccordo per missioni di natura commerciale sono gli obiettivi che si pone la maxi vela solare annunciata dalla NASA.
L’agenzia spaziale statunitense si è concentrata sulle fonti di alimentazione della vela, che per la prima volta potrà sfruttare come propellente i protoni del sole, che permetteranno di raggiungere aree dello spazio inibite a velivoli alimentati da altre forme di carburante.
La vela verrà lanciata nel 2014; essa stazionerà
in orbita fissa tra Sole e Terra, nel punto
di massima distanza per rendere possibili le comunicazioni.

Raccoglitore energetico ibrido

Oggi, lo sappiamo, il fabbisogno energetico del nostro pianeta è in crescita in modo esponenziale e non sembra subire arresto. La produzione di energia rinnovabile ed eco-sostenibile, in un contesto simile, è diventata una ‘mission’ più che un lavoro per tantissimi  ricercatori nel mondo.
Ottime notizie, in tal senso, arrivano dalla Corea del Sud, dove una task force congiunta di ricercatori del Samsung Advanced Institute of Technology e della Sungkyunkwan University stanno lavorando su un progetto basato su un’idea semplice e super geniale: sfruttare contemporaneamente le vibrazioni e la luce solare per produrre energia elettrica.

 

Gli scienziati hanno descritto il loro duro lavoro in un articolo pubblicato da Nanotechnology, che svela le prime anticipazioni di un dispositivo di soli 300 nano-ml di altezza che produce energia elettrica alimentandosi con le vibrazioni sonore e la luce solare.
Ma andiamo un po’ più nel dettaglio. Per catturare la luce i ricercatori hanno pensato di utilizzare delle mini-celle a forma di colonnine in silicio, caratterizzate da un alto tasso di assorbimento, oltre che una bassa incidenza di riflessione.
Il tutto viene sormontato sopra da un rivestimento in materiale speciale che permette di collegarle ad un generatore piezoelettrico, che ha la caratteristica, se soggetto a sollecitazioni meccaniche, come appunto una vibrazione sonora, di sviluppare una differenza di potenziale e quindi energia. Il tutto è chiuso da due strati di materiale che funge da elettrodo.
Il funzionamento di base, semplice ed essenziale, ha consentito ai ricercatori di realizzare il dispositivo con materiali di bassa qualità, tagliando quindi i costi di produzione. I test hanno portato a dei risultati forse ben oltre le aspettative, rilevando una produzione di 0,8 volt di energia con 100 dB di suono. Consideriamo che 110 dB sono il volume di una band che suona in un club e 70 db equivalgono al rumore dell’aspirapolvere…
Il potenziale di questa nuova tecnologia è decisamento altissimo. Al solo pensiero, tutto ciò che è in movimento può trasformarsi in una fonte energetica…